In prima linea con la produzione

Sanità

La produzione del Gruppo Rivoira si riorganizza e risponde, con determinazione e tempestività, all’emergenza sanitaria in atto, intensificando gli sforzi produttivi e rispettando la salute delle persone.

Non c’è dubbio che la situazione che stiamo vivendo abbia stravolto la quotidianità delle persone e delle aziende, soprattutto quelle più sollecitate dall’emergenza Covid-19. Com’è cambiata quindi la produzione all’interno degli stabilimenti Rivoira? E quali sono le iniziative adottate per rispondere alle nuove priorità del mercato e proteggere altresì la salute dei lavoratori? Nessuno meglio dell’ingegner Giulio Campanini, PAG Production Manager del gruppo Rivoira, può rispondere a queste domande. “Mentre nella produzione di gas medicinali – racconta – abbiamo assistito a una crescita esponenziale, con un picco registrato in Lombardia e in Piemonte, nella produzione di gas industriali abbiamo dovuto fare i conti con una riduzione del 50%, sostanzialmente uniforme in tutto il Paese. Ciò nonostante, non possiamo assolutamente parlare di crollo produttivo”. Per gestire un’emergenza di questa portata, infatti, il Gruppo Rivoira ha messo in campo un’azione congiunta e coordinata, attraverso una serie di iniziative orientate alla protezione delle persone, al supporto del settore medicale e alla continuità produttiva.

Partire dalle persone, il cuore di Rivoira.

“Come prima cosa è stato necessario riorganizzare in maniera tempestiva le attività, prevedendo dove possibile il lavoro da casa e, negli altri casi, una riprogrammazione dei turni di lavoro in accordo con le normative vigenti e con la necessità di supportare il settore medicale” racconta Giulio Campanini. I lavoratori sono stati dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari, e gli stabilimenti sono stati sottoposti a una nuova regolamentazione di sanificazione, che prevede una disinfezione completa con cadenza settimanale. “Sono state inoltre sospese tutte le attività non strettamente indispensabili alla produzione e che potevano minacciare la salute dei lavoratori”. In questo piano di gestione dell’emergenza, la comunicazione interna del Gruppo ha giocato un ruolo importante, cercando di parlare al cuore delle persone, rispondendo alle loro esigenze con prontezza e solidarietà: “Siamo una grande famiglia, ancora di più nei momenti di difficoltà. L’ascolto delle persone per noi è fondamentale, perché il contributo e il valore di ciascuno di esse è la spinta che ci fa andare avanti”.

Una riconversione produttiva necessaria

Oltre alle iniziative rivolte alla protezione delle persone, però, Rivoira ha messo in campo una serie di interventi operativi per garantire la produzione a 360°, ma soprattutto per supportare il settore medicale, molto sollecitato dall’emergenza Covid-19. “Abbiamo quindi potenziato la produzione di Ossigeno, incrementato le riserve di bombole e di dewar (contenitori in cui il prodotto è stoccato in allo stato liquido) a disposizione per le attività medicali incrementando quindi gli investimenti in nuovi mezzi necessari al trasporto dell’ossigeno medicinale”.
Da sottolineare che il gas medicinale ha un ciclo di produzione diverso da quello industriale, che segue linee produttive dedicate e autorizzate dall’Agenzia Italiana del Farmaco AIFA. Ciò nonostante, “per fronteggiare l’emergenza sanitaria l’AIFA ha permesso alle aziende del settore, nel caso fosse stato necessario, di utilizzare anche i contenitori industriali, ed eccezionalmente, dopo adeguati e scrupolosi controlli di idoneità e di sicurezza, anche di terzi (ASL, Ospedali e farmacie), per l’imbombolamento nei reparti medicali, naturalmente nel pieno rispetto di tutte le procedure medicali”.
Da segnalare in particolare la delicata situazione al Nord Italia, in particolare per il nostro stabilimento di Novara, dedicato alle attività medicali e che ha dovuto sostenere una fortissima pressione in termini di richieste, in alcuni casi arrivate anche a triplicarsi rispetto a quelle normali.
Se da una parte è stato necessario intensificare gli sforzi produttivi per soddisfare tutte le richieste, quindi, dall’altra è stato indispensabile anche il supporto delle unità ospedaliere per gestire la carenza dei contenitori. La legislazione obbliga ogni Titolare AIC e/o produttore di gas medicinale a distribuirlo ed erogarlo in contenitori adeguatamente verificati, essendo il produttore responsabile, in modo inderogabile, della manutenzione e controllo degli stessi ad ogni riempimento. “Ed è per questo che abbiamo portato avanti un’iniziativa di recupero bombole presso tutte le unità ospedaliere, sia attraverso il potenziamento della nostra rete distributiva, sia attraverso una campagna di sensibilizzazione alla restituzione dei contenitori non utilizzati” racconta.
Le bombole sono un bene prezioso per trasportare l’ossigeno gassoso e, in un periodo come questo, in cui l’approvvigionamento in tempi brevi è difficoltoso, diventa essenziale trovare una soluzione alternativa, rapida ed efficace.
Una riconversione produttiva necessaria quella di Rivoira, finalizzata al contenimento dell’emergenza e alla ripartenza del Paese, che passo dopo passo tornerà nuovamente a respirare, letteralmente. “Anche se nelle prossime settimane ci aspettiamo un graduale miglioramento delle condizioni economiche e sanitarie, dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro, andando avanti senza mai abbassare la guardia”. Nelle parole di Giulio Campanini c’è tutto lo spirito di Rivoira.