Trasporto vaccino Covid-19: i sistemi Thermoblock per garantire la catena del freddo

Mai prima di oggi si è affrontato in modo così concitato il tema della catena del freddo. La pandemia da Covid-19 ha stravolto le vite di tutti, cambiando abitudini e regole. Con l’arrivo del vaccino a gennaio di quest’anno, sembra che esista finalmente una soluzione per ripartire e lasciarci alle spalle quello che è stato l’evento globale più intenso degli ultimi cento anni, in materia di sanità, economia e lavoro.

La ripartenza richiederà uno sforzo enorme. La campagna vaccinale alle porte si annuncia come la prima nella storia che l’uomo ricordi, per dimensione ed estensione. Tutto questo pone seri problemi in ambito attuativo. Infatti sarà coinvolta un’organizzazione composta da molteplici figure, ognuna responsabile di un tassello del puzzle, e ognuna parimenti importante per il successo dell’operazione.

Vaccini Pfizer e Moderna: temperature di conservazione per tempi prolungati

Una variabile, che caratterizza questa massiccia campagna di vaccinazione contro il Covid-19, è legata all’introduzione di nuove tecnologie su cui i vaccini sono fondati. Questo è sicuramente vero per i vaccini Pfizer e Moderna, attualmente distribuiti in Italia, basati sulla tecnologia dell’RNA messaggero. Una conseguenza di tale innovazione è l’estrema labilità dei vaccini, che possono essere conservati per un tempo prolungato solo se congelati a bassissime temperature. Pfizer ha stabilito una conservazione a -70°C per il suo vaccino, mentre Moderna ha stabilito una conservazione a -20°C. I due sistemi distributivi sono completamente diversi e richiedono attenzioni e modalità di gestione differenti.

Come vengono distribuiti i due vaccini?

Pfizer ha sviluppato un solo imballo criogenico, capace di trasportare circa 5.000 dosi di vaccino a -70°C in ghiaccio secco. In questo imballo, prodotto e spedito in tutta Europa da Pfizer a Puurs in Belgio, il vaccino può essere conservato fino a 10 giorni. Successivamente, è possibile addizionare altro ghiaccio secco per prolungare la conservazione al suo interno. Il sistema logistico pianificato da Pfizer prevede la consegna tramite corriere dei suddetti box criogenici ai singoli HUB regionali. Gli HUB riceventi dovranno trasferire i vaccini nei propri superfreezer a -80°C, onde poter stabilmente conservare il vaccino in sicurezza.

Moderna ha invece deciso di evitare il trasporto del suo vaccino con ghiaccio secco, in quanto le basse temperature di questo agente refrigerante potrebbero creare problemi al prodotto. Per questa ragione, si utilizzano sistemi refrigerati a -20°C, costituiti da cosiddetti phase change materials o PCM, vale a dire masse termiche attivate in freezer che termo-regolano il vaccino nel suo imballaggio durante il trasporto. L’organizzazione commissariale ha stabilito che il vaccino Moderna arrivi nella base militare di Pratica di Mare, da dove verrà poi smistato in appositi sistemi di trasporto a tutti gli HUB ospedalieri regionali. Una volta consegnato agli HUB regionali, il vaccino Moderna viene trasferito nei freezer a -20°C, dove viene stoccato in sicurezza.

Come si conservano i vaccini una volta scongelati per la somministrazione?

Un elemento che accomuna i due vaccini, Pfizer e Moderna, è legato alle modalità di conservazione e trasporto del prodotto scongelato. Infatti il vaccino viene somministrato a temperatura ambiente a seguito di una preparazione delle dosi, che varia dall’uno all’altro. Tuttavia, in comune c’è l’esigenza logistica di distribuire i vaccini dagli HUB regionali alle strutture sanitarie territoriali preposte per la somministrazione all’utenza. In generale il trasferimento dei vaccini dagli HUB avviene in relazione alla somministrazione degli stessi, pertanto il metodo più comodo di gestire la catena del freddo consiste nell’utilizzare degli imballi che preservino il vaccino a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C.

Perché mantenere la catena del freddo è così importante?

Come già anticipato, gli attuali vaccini distribuiti per combattere il Covid sono basati su una tecnologia innovativa. Essendo vaccini tecnologicamente nuovi, la loro stabilità è differente rispetto a quella dei tipici vaccini anti-influenzali. Infatti, i test condotti dalle case farmaceutiche indicano stabilità di qualche ora per conservazioni fuori limite 2°C – 8°C. Il vaccino in quel caso non è più utilizzabile.

Per questa ragione, una particolare attenzione deve essere prestata per le movimentazioni di piccole dosi. La prassi consolidata legata all’esperienza dei vaccini anti-influenzali non è applicabile per i vaccini contro il Covid. In questo senso, l’associazione nazionale farmacisti ospedalieri e preparatori SIFO e SIFAP ha aggiornato a gennaio di quest’anno le linee guida per il farmacista ospedaliero, sottolineando in modo chiaro che il trasferimento di vaccino per Covid una volta decongelato, deve essere eseguito utilizzando imballi isotermici qualificati per la conservazione a una temperatura compresa tra 2°C a 8°C e muniti di data logger, vale a dire di uno strumento digitale per la registrazione della temperatura del vaccino durante il trasporto.

Cosa si intende per Imballo Qualificato?

Senza voler entrare troppo nei tecnicismi, un imballo qualificato è una soluzione estremamente affidabile adottata da una casa farmaceutica per trasportare ovunque nel mondo farmaci e vaccini, mantenendo costante la temperatura del prodotto trasportato durante il viaggio. Consente ad un prodotto di affrontare un viaggio, per quanto lungo o esposto a cambiamenti di regimi climatici, senza subire alterazioni di temperatura.

Il processo di qualifica è la fase terminale di un processo più lungo e complesso, che si compone di:

  • individuazione delle variabili d’ambiente,
  • progettazione della soluzione,
  • analisi preliminare in realtà virtuale,
  • realizzazione del prototipo,
  • test del prototipo e sua ottimizzazione,
  • qualificazione finale in camera climatica.

Il risultato è un imballaggio accompagnato da un report di qualifica, che ne descrive le caratteristiche di progettazione, l’affidabilità nel tempo e le condizioni di utilizzo. In base al report di qualifica è possibile avere la garanzia del risultato di trasporto atteso, nei termini di una corretta conservazione della temperatura durante il viaggio del prodotto.

Thermoblock: gli imballi isotermici qualificati di Dryce

Dryce, azienda del gruppo Nippon Gases specializzata nella progettazione, produzione e vendita di imballi termo-refrigerati qualificati per il trasporto di farmaci e vaccini, ha sviluppato una gamma completa di soluzioni per il trasporto dei vaccini contro il Covid-19 attualmente distribuiti in Italia. Le soluzioni Dryce sono sviluppate in modo da poter sostenere la catena del freddo in ogni fase del processo logistico.

 

Il know-how Dryce è di enorme supporto in questa fase di ricerca di soluzioni qualificate in grado di sostenere in modo corretto la distribuzione territoriale dei vaccini per la somministrazione. Le soluzioni della gamma Thermoblock consentono di agevolare il lavoro del farmacista ospedaliero e del personale tecnico-sanitario preposto alla manipolazione e movimentazione in sicurezza delle dosi di vaccino.

Si tratta di sistemi progettati per garantire la corretta conservazione della temperatura richiesta, su durate adeguate agli spostamenti previsti dal sistema sanitario per raggiungere le località di destinazione dei vaccini. Le esigenze sanitarie sono molteplici dato che, man mano che il vaccino viene distribuito sul territorio, si pone sempre più evidente il problema della tracciabilità della catena del freddo.

In relazione al vaccino Pfizer, può esserci l’esigenza di trasportare il vaccino congelato all’interno di una stessa struttura ospedaliera, ad esempio trasferire il vaccino dal freezer A al primo piano al freezer B al settimo piano. In altri casi può essere necessario trasferire il vaccino congelato da un ospedale all’altro, o far fronte a problemi di funzionamento dei superfreezer a -80°C, che possono rompersi o spegnersi per problemi sulla rete elettrica. In tutti questi casi si fa affidamento a soluzioni composte da un imballo isotermico avanzato attivato con ghiaccio secco.

Il vaccino Pfizer può essere trasportato già decongelato a una temperatura tra 2°C e 8°C impiegando sistemi qualificati costituiti da un imballo isotermico avanzato, attivato con l’aggiunta di masse termiche attivate in frigo, allestite in una soluzione testata e qualificata per sostenere regimi climatici e durate programmati.

Il vaccino Moderna può essere trasferito, sia a -20°C che a tra 2°C e 8°C, impiegando imballi attivati con masse termiche precondizionate a -20°C o a una temperatura fra i 2°C e 8°C e assemblate in soluzioni qualificate.

Gli imballi qualificati Thermoblock, pensati per la distribuzione del vaccino contro il Covid, rappresentano la risposta più affidabile per la corretta conservazione e movimentazione dei vaccini sul territorio nazionale.