Controllo Legionella in ospedale: gli strumenti per prevenire

Sanità

Stimolato dai recenti casi di contaminazione, il dibattito sul controllo della Legionella negli ospedali ha prodotto negli ultimi tempi numerosi articoli e interventi.

Al di là di un inquadramento generico del tema è però raro trovare fonti ben documentate che forniscano agli operatori del settore un inquadramento sull’intero set di strumenti per controllare e prevenire la Legionella Pneumophila nelle strutture sanitarie.

Questo post è pensato proprio per colmare questa lacuna e vi accompagnerà in un percorso guidato da cui potrete ottenere:

  • la panoramica completa delle misure di controllo e prevenzione previste nelle Linee Guida
  • un supporto per verificare la correttezza delle vostre procedure.

Le informazioni sono in gran parte tratte dal Quaderno Informativo legionellosi. Cos’è e come difendersi realizzato nel 2018 dall’Università la Sapienza di Roma.

Legionella nelle strutture ospedaliere oggi: guardare la realtà dei fatti con più consapevolezza

Al di là della teoria è però necessario guardare anche la realtà dei fatti.

Assolte le attività di analisi e prevenzione di base, infatti, un Direttore Sanitario si trova spesso a fare i conti con la precarietà delle proprie strutture, proprio là dove sarebbe maggiormente necessario attuare le misure più importanti: è il caso, per esempio, delle vecchie tubature del sistema di acqua calda sanitaria.

Diventa allora fondamentale scegliere gli strumenti idonei e i partner giusti che sappiano come intervenire in questi casi.

La prospettiva da evitare è, infatti, il rischio di un danno strutturale alle tubature e l’infelice risultato di trovarsi a fronteggiare un nuovo problema anziché concentrarsi sull’unico vero tema che conta, ossia la prevenzione della Legionella.

Nella seconda parte del post potrai trovare alcune indicazioni utili per gestire con successo questa non semplice situazione.

Il documento di valutazione del rischio e il protocollo di controllo della legionellosi

Valutazione, gestione e comunicazione del rischio formano l’”Analisi del rischio legionellosi” che mira a definire l’entità del rischio in una struttura sanitaria e orienta le scelte per realizzare efficaci sistemi di contenimento.

In relazione alla Legionella, la valutazione del rischio deve indicare:

  • sorgenti di rischio
  • rischi di esposizione
  • stima dei rischi di esposizione o residui.

La valutazione è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi che deve essere redatto dal Datore di Lavoro in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSSP) e con il Medico Competente (MC).

Il documento dovrà contenere il Protocollo di Controllo del Rischio legionellosi che ha l’obiettivo di contenere il rischio di infezione.

Sulla base delle informazioni acquisite durante la valutazione, la gestione del rischio dovrà selezionare e implementare le misure volte a eliminare o contenere le condizioni critiche.

La comunicazione del rischio legionellosi, essenziale per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo, dovrà infine includere tutte le attività di informazione rivolte a lavoratori e popolazione della struttura sanitaria del rischio potenziale.

Azioni preventive: dove intervenire

Per prevenire il rischio Legionella Pneumophila negli ospedali è necessario agire sugli elementi critici individuati nella fase di Analisi del rischio e tipicamente su:

In ognuna di queste aree andranno attuate specifiche misure di prevenzione, controllo e monitoraggio. In particolare, negli impianti idrosanitari andranno eseguite specifiche e periodiche misure di disinfezione e mantenimento dell’acqua in temperatura.

Le misure da attuare: che cosa dice la normativa sulla Legionella

Nelle Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, redatte nel 2015 per integrare i precedenti riferimenti normativi a livello nazionale, vengono indicate le misure da attuare in base ai valori di concentrazione della Legionella negli impianti e del grado di contaminazione, indipendentemente dai casi di legionellosi effettivamente rilevati.

L’analisi qualitativa e quantitativa mediante monitoraggio microbiologico dovrà essere affidata a laboratori certificati. La natura dei prelievi varia in base al tipo di impianto idrico.

Punti di prelievo da impianti di acqua calda sanitaria:

  • mandata
  • ricircolo
  • fondo serbatoio
  • in almeno 3 punti rappresentativi.

Punti di prelievo da impianti di acqua fredda:

  • fondo serbatoio
  • in almeno 2 punti rappresentativi.

Due tabelle riassuntive delle Linee Guida (pagg. 36-37) riportano le misure da attuare in funzione del livello di concentrazione del batterio della Legionella rilevato rispettivamente:

  • negli impianti idrici
  • negli impianti di raffreddamento (torri evaporative o condensatori evaporativi).

Gli interventi di disinfezione dovranno infine avvenire in conformità al D.lgs. 81/2008 e verranno impostati sulla base di diversi criteri:

  • caratteristiche acqua
  • caratteristiche impianto
  • caratteristiche struttura in cui risiede l’impianto
  • entità contaminazione.

Al termine delle attività di disinfezione le Linee Guida dispongono che il monitoraggio microbiologico venga effettuato secondo un preciso calendario (p. 38) che potrà variare nel caso in cui l’analisi evidenzi delle positività.

Affrontare il rischio Legionella proteggendo le proprie strutture

Molte delle misure appena descritte coinvolgono direttamente la rete di distribuzione di acqua calda delle vostre strutture sanitarie.

Non è certo un mistero che in molti casi queste infrastrutture non godano di buona salute perché vecchie o non adeguatamente sottoposte a manutenzione in passato.

Se il rischio di procurare danni strutturali ai vostri impianti è troppo alto sarà opportuno valutare soluzioni ad hoc che non compromettano la funzionalità della vostra struttura.

In questi casi la monoclorammina si può rivelare la soluzione ideale. All’interno del circuito di distribuzione di acqua calda presenta una serie di evidenti vantaggi:

  • garantisce il massimo grado di azione biocida
  • non danneggia né corrode le tubature (compatibile con materiali costruttivi)
  • non produce sotto-prodotti tossici
  • è certificato secondo la normativa europea BPR/PT5
  • conserva la potabilità dell’acqua.

Per concludere

Se una corretta azione di controllo e prevenzione del rischio Legionella negli ospedali si costruisce prevedendo l’attuazione rigorosa delle misure di disinfezione previste nelle linee guida, oggi puoi però disporre di soluzioni che offrono il massimo grado di efficacia biocida senza correre il rischio di danneggiare i vostri impianti idrici.

Vuoi saperne di più? Segui i prossimi post che approfondiranno in modo particolare i metodi e le soluzioni che hanno ottenuto i migliori risultati alla luce di recenti studi condotti presso alcune strutture ospedaliere italiane.