Gas tecnici e nanotecnologie: un connubio che premia

Laboratorio & analisi

Sponsorizzato da Rivoira, il Premio NEST (National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology) della Scuola Normale Superiore punta su innovazione, ricerca, qualità e nuove leve

In un miliardesimo di metro si concentrano prospettive importanti per l’umanità. «Riteniamo che le nanotecnologie faranno sempre più parte della nostra quotidianità» sostiene Nicola Di Pasquale, Specialty & Pure Gases Business Manager di Rivoira. «Le nanotecnologie vengono già impiegate in molti campi: nella medicina con i mezzi di contrasto per le risonanze magnetiche, nel settore fotovoltaico per la costruzione di pannelli di nuova generazione, nella produzione di luci led, nel campo della filtrazione, nel mondo dei semiconduttori con telefonini e touchscreen». Questo spiega l’importanza del Premio NEST, attraverso cui Rivoira, con il Laboratorio NEST della Scuola Normale Superiore , promuove e riconosce l’attività di giovani scienziati che lavorano in Italia nel campo delle nanoscienze. Osserva Di Pasquale: «Lo facciamo all’interno di una realtà della ricerca italiana tra le migliori: è un gioiello all’interno di un altro gioiello».

5mila euro per i ricercatori under35

Il bando dell’edizione 2018 del premio ha visto chiudersi a dicembre la fase di presentazione delle domande. La premiazione avrà luogo l’11 giugno nel corso della conferenza NanoInnovation 2019 a Roma.

I ricercatori under 35 partecipano con una pubblicazione presentata negli ultimi due anni su una rivista internazionale nel campo della nanoscienza sperimentale. Il premio è assegnato da un comitato di valutazione composto dai direttori e/o dai coordinatori del NEST, quindi della Scuola Normale Superiore, dall’Istituto Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dal Centro per le nanotecnologie dell’innovazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Alla somma di 5mila euro lordi, assegnata direttamente da Rivoira, si aggiunge anche un trofeo, un supporto per partecipare alla conferenza (tasse, spese di viaggio e di soggiorno) e l’opportunità di presentare la propria attività di ricerca ai partecipanti al convegno.

Investire nel futuro

«Il premio è stato istituito nel 2008 e prende in considerazione gli articoli scientifici pubblicati su questo particolare aspetto della tecnologia» racconta Nicola Di Pasquale. «Ci si basa sul fattore di impatto della pubblicazione, e sull’importanza che la ricerca riveste nel settore delle nanoscienze. Il convegno annuale nazionale sulle nanotecnologie, nanoInnovation, diventa occasione per la premiazione».

Il contributo di Rivoira va interpretato da un lato come un riconoscimento verso chi ottiene grandi risultati nella ricerca, spesso purtroppo senza sufficiente remunerazione, e dall’altro come una forma di investimento per il futuro. Prosegue infatti Di Pasquale: «La somma di 5mila euro assegnata al ricercatore è una cifra considerevole: in valore assoluto è uno dei premi più importanti nell’ambito della ricerca, non solo in Italia. Conosciamo la situazione generale dei ricercatori: spesso non ci sono introiti adeguati al valore delle attività. Siamo quindi contenti di poter dare un contributo utile. Il premio rappresenta l’approccio di Rivoira: crediamo che investire nei giovani e nelle nanoscienze permetterà nel futuro di avere maggiori applicazioni per vendere i nostri gas».

Scenari da fantascienza

Gli scenari che la nanoscienza sta svelando al mondo sono numerosi e spesso incredibili, con progetti che sembrano prender vita dalle pagine di vecchi libri di fantascienza. «Si sta lavorando anche all’ingegneria tissutale – conclude Nicola Di Pasquale – con apparecchiature innovative che possono ricostruire i tessuti, portando anche a un possibile allungamento della vita, come stanno provando diverse ricerche nel settore della nanomedicina. Tutto ciò avverrebbe grazie a dei veri e propri “nanorobot”. È molto affascinante e futuristico. D’altronde tante cose che oggi sono di uso comune, vent’anni fa ci sarebbero sembrate inconcepibili».

Photo credit copertina: science photo